Con il governo di centrodestra è tornata sotto i riflettori l’annosa e complessa questione dell’immigrazione clandestina che ormai da anni è oggetto di una martellante campagna mediatica e politica e di un’eccessiva semplificazione che fa leva sull’umanitarismo acritico per incentivare ad ogni costo la cosiddetta “accoglienza”, bollando di “razzismo” chiunque non accetti la politica dei “porti aperti”. Per inquadrare il tema in tutta la sua complessità e capirne le origini e gli obiettivi – e di conseguenza la migliore soluzione di gestione possibile – è necessaria, invece, un’analisi più approfondita che prenda in considerazione il contesto economico, finanziario e geopolitico che pervade il mondo occidentale e che ha influenzato radicalmente la vita dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, a partire dall’Africa.
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